ENCICLOPEDIA

ACCESSIBILITÀ

Più che trasparenza. Una porta che garantisce un accesso. Una porta da cui non solo si può vedere dentro, ma attraverso la quale si può passare. Sempre. In qualunque momento. A prescindere da orari o volontà. Questo è uno dei principi cardine del campo valoriale di Stoà. Una completa disponibilità a comunicare. Un accesso costante e incondizionato al flusso di informazioni che si genera attorno a Stoà. Permettere a ogni soggetto, indipendentemente dal suo status, dalle sue eventuali difficoltà di arrivare a noi in modo rapido e diretto. Un valore difficile da sostenere, spesso problematico, ma che riteniamo assolutamente fondamentale perché si possa affermare di lavorare nella comunicazione. Non si comunica davanti alle porte chiuse. E i monologhi non sono il nostro stile.

 

CONDIVISIONE E ASCOLTO

Il latino è implacabile, non lascia scelta. Con-dividere spazza immediatamente il campo da ogni possibile dubbio. Dividere con. Mettere in comune, quasi uno "spezzare il pane". Questo sta alla base del nostro lavoro. Più che un briefing, cerchiamo di entrare nell'esigenza del nostro interlocutore. Non sostituirci a lui, ma accompagnarlo in quella parte di percorso in cui ha bisogno del nostro intervento. In una prospettiva più ampia e lungimirante di un semplice scambio commerciale. Non ego do ut tu des, ma nos condividimus. La differenza è il soggetto. Non io e te, ma noi. Sottigliezze, apparentemente. Questione di approccio. Ma sono le sottigliezze che creano le differenze, il valore aggiunto e, non ultimo, lo stile.

 

COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE

Communis agere, mettere insieme, fare insieme, portare insieme. Quasi essere insieme. Quale migliore definizione dell'etimologia? Due concetti fondamentali: il movimento verso e la preposizione con. L'accento sul passaggio. Qualcosa che parte da noi, si muove verso qualcuno, e ritorna su di noi. Tutto questo lega noi e i nostri interlocutori tramite il con. Signori, stiamo comunicando. L'importante è il viaggio, ha detto qualcuno. Sicuramente più di uno. Più tecnicamente potremmo affermare che l'importante è il processo. Questo è il nostro obiettivo: instaurare processi che ci mettano in comunione con l'esterno. Per crescere e far crescere. E cosa diciamo? Qual è il contenuto di questo processo? Informazioni. Dati di base. Materiale grezzo. Da plasmare. L'informazione è l'input, l'inizio. È una stringa di caratteri con un senso preciso che non va snaturato. La corretta informazione è un principio, nel senso di cominciare, ma anche, eticamente, di cominciare bene. Ma comunicare è qualcosa di più. L'informazione ha un senso unico. Va da qui a lì, da noi a voi o viceversa. Tale è. Si può esporre, spiegare. O corrompere e falsificare. Comunicare è inserire l'operatore logico "e". Produrre il feedback. Utilizzare le informazioni per creare un legame, un ritorno, un quid che può essere razionalità. Ma può essere emozione. E qui si apre un campo, minato e amplissimo, di reti e possibilità. Un terreno di gioco difficile. Anche l'unico su cui valga la pena giocare.

 

PUBBLICO

Ciò che non è noi, ed è in costante rapporto con noi. Un destinatario dei nostri messaggi che a sua volta ci rende destinatari. Questo è il nostro pubblico. Il pubblico di Stoà. Un soggetto attivo, che ha esigenze e richieste. Che instaura una serie di relazioni con il proprio contesto. Stoà tenta di soddisfare questa esigenza di relazioni, traendone a sua volta vantaggi che vanno ben oltre lo scambio commerciale. Sono arricchimenti d'esperienza e di valore che aiutano la crescita professionale e umana. Cerchiamo operatori logici biunivoci, circoli semantici senza interruzioni. Interlocutori e non clienti. Che rientrino nella sfera del publicus o del privatus, non cambia il loro status. Di persone disposte a scambiare messaggi, a comunicare con noi come noi lo siamo con loro.

 

SEGNO E MESSAGGIO

Segno, l'unità comunicativa per eccellenza. Al di sopra un codice, al di sotto un significato. Una delle sfide possibili, che vogliamo considerare nostra. Segno, da signans e signatum: ciò che posso percepire, ciò che posso collocare intellettualmente. È la dottrina degli Stoici a tramandarci il duplice significato di questa parola. Una componente sensibile e una componente intelligibile, che partecipano a un'unica proprietà: la relazione di rinvio, tipica di tutti i segni. Unire i segni crea il discorso, l'articolarsi del senso. Noi cerchiamo di essere l'allitterazione che lega queste due parole. Cerchiamo di mettere insieme segni che siano portatori di sensi. E che parlino ai sensi. Per noi vale l'unione, ciò che sensibilmente vi comunichiamo, ciò che intellettualmente trasmettiamo attraverso Stoà, è il nostro messaggio.